Monthly archives "dicembre 2014"

Tagliacapelli professionale: come riconoscerlo?

Poter avere a disposizione il miglior tagliacapelli professionale può fare la differenza: pensiamo a quanti soldi spendiamo mensilmente dal barbiere. È così tanto difficile imparare a tagliarsi i capelli da soli, a casa propria, davanti lo specchio del proprio bagno? La risposta e la riuscita dipendono soprattutto dagli strumenti a propria disposizione.

Il tagliacapelli è sempre stato l’alleato numero uno per i barbieri e i parrucchieri di tutto il mondo: nell’ultimo ventennio, tuttavia, si è diffuso anche nelle case di moltissime persone in cerca di un metodo semplice, ma soprattutto economico, per essere sempre presentabili. Ultimamente i prezzi per un buon tagliacapelli professionale si sono notevolmente riabbassati, rispetto al passato, rendendo nettamente più accessibile l’acquisto a una fetta di utenti molto superiore: esistono versioni più o meno affidabili, più o meno professionali, più o meno valide.

Si possono trovare, ad esempio, i tagliacapelli con lamelle in acciaio, in titanio, addirittura in diamante o in ceramica. Tra le caratteristiche che distinguono un tagliacapelli normale da uno professionale, l’impugnatura fa nettamente la differenza: più lo strumento risulta maneggevole, più il risultato finale potrà essere apprezzato. Quanto più leggero, ma allo stesso tempo robusto, sarà l’oggetto, tanto più sarà duraturo nel tempo: per quanto riguarda la potenza, esistono motori che arrivano ad addirittura 10.000 giri al minuto.
A seconda delle necessità, si possono trovare in commercio tagliacapelli impermeabili, ottimi da utilizzare sotto la doccia, con pettini intercambiabili, incluso quello per sfoltire la barba, ricaricabili a batteria o con porta USB, oltre al classico attacco via cavo.

Tagliare i capelli con un tagliacapelli, è abbastanza semplice, ma richiede comunque un po’ di pratica: per prima cosa bisogna avere una mano ben salda e ferma, le prime volte è meglio farsi aiutare da qualche amico per questo motivo. A seconda della lunghezza della chioma, può essere utile procedere prima sfoltendo utilizzando una buona forbice, che sarà utile anche per definire i dettagli del taglio finale. Più i capelli saranno asciutti, più il risultato sarà soddisfacente: l’umidità della chioma non ben asciutta, infatti, potrebbe finire con l’ostruire più facilmente il tagliacapelli e, di conseguenza, danneggiarlo.
La manutenzione di un tagliacapelli professionale, inoltre, è molto importante: pulire costantemente le testine, eliminando peli e capelli depositati, favorirà certamente una lunga durata del prodotto.
Facendoci caso, poi, potremo notare che il nostro barbiere di fiducia utilizza una tecnica speciale per i capelli molto corti: anziché rasarli nel loro verso, lo fa sfruttando la direzione contraria alla crescita del capello. In questo modo verranno via molto più facilmente e in maniera del tutto omogenea, senza il rischio di fare disastri irrimediabili o rimediabili soltanto con una rasatura a zero.

Le migliori marche di tagliacapelli in commercio sono alcune tra le più famose: parliamo di Rowenta, Philips, Panasonic e Remington, per stare certi di affidarsi a veri esperti del settore.
E allora…buon taglio, con il vostro nuovo fiammeggiante tagliacapelli professionale!

Ferro da stiro: l’ideale? Scopriamolo insieme!

Esiste il ferro da stiro ideale per ogni necessità? Sì! Basta soltanto avere la pazienza di scoprire le specifiche di ogni modello proposto dalle principali aziende del settore, analizzare le proprie abitudini e le proprie esigenze, et voilà! Il ferro da stiro fatto su misura per sé e per la propria famiglia è servito.

Tra i modelli di ultima generazione più apprezzati e richiesti, troviamo i ferri da stiro con caldaia separata, i quali si presentano con un serbatoio esterno, distaccato dal ferro stesso, dove l’acqua viene accumulata per poi passare nel corpo dell’elettrodomestico, sotto forma di vapore.

Qual è il vantaggio di questa opzione, spesso ingombrante e difficile da posizionare in una casa piuttosto discreta? La possibilità di accumulare molta più acqua, per poter stirare in tranquillità per tutto il tempo necessario. Inoltre, solitamente, non necessitano di acqua distillata, bensì funzionano senza problemi con l’acqua del rubinetto stessa. Con un’autonomia di addirittura due ore, stirare pile di abiti, lenzuola, camicie, biancheria e chi più ne ha più ne metta, sarà sicuro e garantito per tutto il tempo necessario, contando, inoltre, su una potenza effettiva di almeno 2000 watt. Con una temperatura sempre costante, controllata e molto più elevata rispetto alla tipologia con caldaia incorporata, la stiratura sarà molto migliore e soprattutto meno faticosa.

Solitamente i ferri da stiro, sia con caldaia esterna che interna, dovrebbero contare di una piastra in acciaio inox, alluminio o teflon, ideali per non incombere in incidenti di percorso drammatici per i propri capi preferiti; l’impugnatura, ergonomica e soft touch, facilita sicuramente l’utilizzo, così come un sistema già incorporato, che prevenga la comparsa del calcare, nemico numero uno di ogni ferro da stiro. Con sistemi all’avanguardia, antigoccia, di autospegnimento, e settaggi automatici per stirare facilmente tessuti differenti, esiste davvero il modello di ferro da stiro pensato per ognuno di noi! È necessario, soltanto, trovarlo, scoprirlo all’interno di un vasto mondo di prodotti sempre più affinati e raffinati sia dal punto di vista tecnologico, che di design, per stirare sempre in tranquillità, con un bel sorriso e soprattutto con una sicurezza impeccabile.

Steve Jobs, un tributo al genio fondatore di Apple

A distanza di diversi mesi dalla morte prematura di Steve Jobs, il fondatore di Apple, è possibile stilare un bilancio della sua vita. Jobs è stato un personaggio geniale, fuori dal comune e dotato di una visione lungimirante. È proprio grazie alla sua mente innovativa che sono stati inventati i computer e altri dispositivi ad alto contenuto tecnologico di uso quotidiano. Read More →

La cucina del Sol Levante

L’estetica del piatto come “ingrediente” che ne determina ia bontà. Il gusto dei prodotti del mare e di cotture che non alterano i sapori naturali. Breve viaggio alla scoperta della gastronomia nipponica e della filosofia da cui ha tratto orìgine

Forse nessun’altra cucina al mondo pone l’accento sulla presentazione dei piatti come sa fare quella giapponese: nell’impero del Sol Levante, il risalto dato all’estetica del cibo contribuisce ad attribuirle un ruolo  fondamentale nella determinazione della bontà, esattamente al pari delle sensazioni gustative. Del resto, è normale che sia così: la gastronomia nipponica fonda le sue origini su un’elaborazione di concezioni religiose e filosofiche buddiste. È dal panteismo, infatti, che deriva il desiderio di non allontanarsi mai troppo dalla natura, un desiderio che ai fornelli si traduce nella tendenza a consumare il più possibile cibi crudi o cotti pochissimo, proposti con una “scenografia” che ricordi da vicino l’orìgine naturale della vivanda.

Basata fondamentalmente sull’elaborazione dei prodotti del mare (pesci e crostacei prima di tutto, ma anche alghe fresche o disidratate), spesso accompagnati dal riso (che viene largamente impiegato anche per la preparazione di dolci) e dalla soia o dai suoi derivati (salsa, formaggio “tofu”, per esempio), la cucina giapponese ha scoperto solo jn epoca relativamente recente la carne, un tempo proibita da regole religiose. Il “nabemono”, cioè preparare direttamente in tavola i piatti (in padella o alla grìglia), fa parte della tradizione gastronomica del Paese, ma sono molto utilizzate, anche la cottura a vapore e la “tempura”, cioè la frittura (è consigliato utilizzare una buona friggitrice). Tra le bevande, la più diffusa è certamente il tè, ma sono molto apprezzati anche il “mirin”, vino dolce di riso, il “sake”, sempre vino di riso, ma secco, e la birra.